campicolorati

"Per diventare persone complete dobbiamo percorrere molti sentieri; per possedere davvero qualcosa è necessario prima di tutto dare. Non si tratta di un controsenso: solo chi condivide le proprie multiple e diverse capacità, la propria vera amicizia, il senso di comunità e la conoscenza della terra, sa di essere al sicuro ovunque vada." (Bill Mollison)

"oh, ragazzi, siam pazzi? siam mica qui a smacchiare i cartoni!"


Era primavera da nemmeno 24 ore, anzi h24, come direbbe il crozziano Maroni con lo sguardo fisso e le spalle incollate alle orecchie, e già ci ritroviamo nel mezzo di un vento polare che porta le temperature a 3,5 C°. C'è da chiedersi che ne sarà dei nostri teneri germoglini: probabilmente lotterano darwinianamente per la sopravvivenza, e i più forti ce la faranno. O magari ci stupiranno, e la vita meravigliosa troverà scampo (o estinzione....) casualmente. Nell'attesa che l'evoluzione faccia il suo corso, torniamo a più terreni discorsi, con qualche aggiornamento.

Premetto che non siamo un manipolo di trafficoni qualunque: tra di noi ci sono agricoli di razza, che hanno affrontato le odierne intemperie (pur di scampare ad un'altra maledetta domenica e) per mettere le basi di due nuovi progetti.
Il primo, la compostiera:

realizzata riciclando vecchi bancali, sollevati e riempiti con un primo strato di rami un pò più grossi, poi foglie miste a rametti più sottili sopra i quali si poserà il rifiuto organico, che andrà di volta in volta alternato a strati di paglia/rametti/palline di carta. Insomma, lo scopo è creare un ambiente areato, per favorire i processi aerobici e limitare quelli anaerobici, che sviluppano più patogeni.

Il secondo progetto è stato la PATATAIA, in seguito alla proposta di Beppe:
"Un modo fannullone e produttivo per far patate è anche quello di farle crescere in verticale. In parole povere facciamo una strutturina banale con i legni a disposizione, mettiamo un po' di compost, patata e paglia. Quando cresce la pianta la interriamo e impagliamo per 2/3 e così avanti per 4 mesetti o finché vediamo le foglie secche. Lei butterà sempre fuori tuberi. Ho visto che da un contenitore in crescendo si possono recuperare anche 40 kg di patate. La strutturina la facciamo in modo che alla crescita della pianta corrisponda la crescita della colonna."
Detto, fatto: la patataia che cresce insieme al suo contenuto.


A questo punto devo precisare che prima di arrivare a ciò, c'era stato un micro-dibattito, al termine del quale ci siamo ritrovati però tutti d'accordo: il problema era stato sollevato da Tommy che, conoscendo chi si occupa di riciclo di carta, sconsigliava vivamente l'uso di cartoni come materiale che avrebbe dovuto poi integrarsi al terreno.
Il diserbo a patate non sarebbe quindi una pratica di cui andare entusiasti, e tutti ne siamo convenuti.
Bisognava trovare l'alternativa.
Questi alcuni momenti salienti dell'intenso pata-dialogo:

Tommy, imitando Crozza (me piace, che ve devo dì) che imita Bersani:
"Oh, ragazzi, siam pazzi? Siam mica qui a rincalzar patate sotto i cartoni! Orco boia, ragazzi, non è che se ti dicono che l'ondulato è degradabile, buttiam via la pizza e ordiniamo una quattro cartoni, ragazzi!".

Beppe, più serio:
"Patate: anche a me non sono mai piaciuti i cartoni, oltre alle fondate motivazioni sollevate da Tommy, per un valore prettamente estetico e di senso di distacco dalla natura che offre tutto ciò di cui abbiamo bisogno. [...]
Ora la progettazione potrebbe spingerci verso l'utilizzo della "zona patata" per un impianto di erba medica. Passata la gelata potrebbe andar bene seminarla su sodo facendo prima un lavoro di sfalcio ed asporto dell'erbaccia esistente . Una volta cresciuta (se cresce) la tagliamo e la lasciamo come pacciamatura a prepararci il terreno come nutrimento e limitazione delle infestanti.
Purtroppo ci voglioni dei tempi e non tutto è immediato.
Ora che fare....bisogna cercare zone del campo già pacciamate da tempo, nutrite e sgombre di infestanti. 
Mi viene in mente il lato del fossetto con gli sfalci oramai annuali od il pezzo con i tagli di rami appena prima la spirale che è li oramai da un anno minimo. 
Per quel che riguarda il lato del fossetto lanciamo una sfida alle talpe, ma facendo un foro nella pacciamatura ogni 25 cm ed interrando la patata di 5 cm, nell'ipotesi di riuscire a fare due file, si potrebbe dare il via all'esperimento con possibilità di un buon raccolto.
Nella zona delle ramaglie invece se le spostiamo secondo me troviamo un buon terreno ed anche lì la messa a dimora si può fare con una pacciamatura di paglia fitta sulla fila piantata e di semina di medica o trifoglio nello spazio tra le file. Pacciamiamo sempre bene tutto, mettiamoci del tagete e della calendula, qualche aromatica e vediamo come va. Nel frattempo se abbiamo "culo" crescerà la medica e vediamo che fare.
Nulla ci vieta comunque di usare il campo prove della spirale in parte già pacciamato per un bancale di patate..aggiungendo un po' di compost ed aumentando la pacciamatura non vedo grandi ostacoli."
Josè:
"Se coltiviamo la medica, ci traera dei benefici importanti come arricchire la terra e controllare le infestanti... il cartone è una risorsa che possiamo sostituire con materiale organico che distribuito con cura, ci può garantire il lavoro del cartone... con conseguente arricchimento del terreno!!".
Tommy:
"Oh, ragazzi, con tutte quelle patate, siam mica qui a far centro sulle macchie del giaguaro?"

Tutti:
"Beh, se avanzano.."


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