campicolorati

"Per diventare persone complete dobbiamo percorrere molti sentieri; per possedere davvero qualcosa è necessario prima di tutto dare. Non si tratta di un controsenso: solo chi condivide le proprie multiple e diverse capacità, la propria vera amicizia, il senso di comunità e la conoscenza della terra, sa di essere al sicuro ovunque vada." (Bill Mollison)

Corso agricoltura sinergica – Lesson #3 – 11 aprile2010


Annasp..anf!..anf!..annasp..! Eccomi! In ritardo. Super ritardo. Lo so. Ho la scusa ma magari ve la spiego dopo..
Comunque, meglio tardi che mai, no? Vecchia saggezza popolare! Il problema è che stavo riguardando gli appunti della terza ‘giornata sinergica’ e mi sono accorta che, come dire…ho perso qualche pezzo di memoria per strada: dunque, sicuramente non mi sono sognata che siamo stati in carciofaia, ecco le prove!

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In pratica da ora anche la carciofaia è passata sotto il ‘protettorato’ di Spiazziverdi, e sono stati subito messi in atto alcuni accorgimenti, poiché questo terreno è ben diverso da quello con cui è stato fatto l’orto sinergico della prima lezione. Lo si capisce già ad occhio nudo osservandone il colore. Il terreno intorno alle piante è stato intanto pacciamato con gli sfalci d’erba recuperati dall’area delle vigne e abbiamo tolto qualche foglia secca dalle piante di carciofo, per poi lasciarle sopra il terreno a dare il loro contributo.
Ho davvero ricordi random, sarà stato il sonno, quindi invito tutti quelli che hanno partecipato, se leggeranno questo post, a dire la loro!! Sarà che nelle pause, con le persone presenti si è parlato anche di salute legata all’alimentazione, di educazione dei bambini, e quindi il mio cervello ha fatto STONK. E’ andato in allarme rosso per eccesso di nozioni e i risultati sono che non so in base a quale strana legge, mi ricordo, per esempio un discorso interessante su uno studio fatto sulle praterie americane. In pratica si sono accorti che nelle praterie, a differenza dei terreni coltivati, non ci sono batteri, perché si crea un equilibrio nella rete alimentare. In un orto, invece, le concimazioni bloccano e alterano questo equilibrio, quindi certi batteri resistono e resisteranno sempre più.

Questi puntini per far capire che ho passato un’ora a guardare un sito un po’ allucinante, e che mi ha fatto perdere qualche diottria. Ma vale la pena perderci del tempo: ridendo, scherzando e scrivendo in quartine, sono spiegate centinaia di cose legate all’agricoltura sinergica, alla permacultura, alle consociazioni, ai cicli lunari, a quelli del terreno e qualsiasi altra cosa vi venga in mente. C’è anche una mega composizione (orto in sinergia, tu prova a consociare) in quartine che spiega come fare un orto sinergico, come consociare, cosa piantare…

Ma torniamo a noi: target del giorno è stata la messa in opera dell’impianto di irrigazione, costituito da tubi ad ala gocciolante, che hanno già i fori a 20 o 30 cm di distanza, del diametro di 16 mm. Ecco una panoramica del materiale occorrente:

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Il tubo va piazzato sulla parte piana del bancale, ma non troppo vicino ai bordi, altrimenti l’irrigazione fatica ad arrivare al centro.

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Per fissarlo a terra si usa del filo di ferro dal diametro di 2 mm piegato ad U:

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Poi si tagliano le estremità del tubo per inserirvi una specie di innesto fatto a T (conosco meglio le lettere dell’alfabeto che i nomi tecnici di ‘ste cose..)

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Infine con una rapida fiammata (se guardate bene le foto, vedrete le piccole piantine appena nate svenute dalla paura, dopo aver visto un’onda anomala di fuoco sopra le loro tenere foglioline) si fanno aderire i tubi all’innesto:

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Questa la posa finale:

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E, finalmente, la pacciamatura con gli sfalci d’erba, come per i carciofi della mattina:

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Qualche avvertimento: il calcare col tempo può tappare i buchi, si può in questo caso fare semplicemente un buco nuovo con un ago caldo. La distanza fra i fori sul tubo dipende dal tipo di coltivazioni, ma mediamente i 30 cm possono andar bene.
In linea di massima, riceveranno più acqua le coltivazioni presenti sulla parte piana del bancale, quindi al momento del ‘progetto’ di semina, sarebbe bene tener conto di questo fattore, e piantare sopra gli ortaggi che richiedono più annaffiatura, mentre sui lati sono da preferire le verdure meno ‘idricamente’ esigenti.
La parte teorica (qualcosa mi ricordo per fortuna, anche se è avvenuta durante l’abbiocco post-pasto) riguardava proprio le semine: per terreni da avviare per la prima volta, vengono consigliate le ‘concimazioni verdi’, ovvero, per esempio, le Crucifere/Brassicaceae (ho messo alcune delle più note sulla pagina dei documenti/famiglie botaniche), le Leguminose, importanti per la loro capacità di fissare l’azoto, le Graminacee (ovvero i cereali), che rilasciano zuccheri nel terreno.
Per terreni argillosi, vanno bene la Pastinaca, il Daikon e le Crucifere, perché con le loro radici fittonanti riescono a spaccare e penetrare in profondità il terreno.
Cucurbitacee e Solanacee sono invece piante esigenti sia di materia organica che di acqua, quindi bisogna valutare se val la pena piantarle il primo anno o aspettare di avere un terreno più ‘avviato’.
Un esempio di semina su bancale, premesso che più piante appartenenti a famiglie botaniche diverse si seminano meglio è il seguente:
si possono piantare sui lati a file alterne e intercalate, insalate, cipolla e aglio, poi, ‘salendo’, fagiolini, sedano, carota e bieta; sulla parte piana cavoli e solanacee, e in centro pomodori, fagioli e zucca. I legumi e il pomodori verranno alternati (di posto) l’anno successivo; vicino al pomodoro si può mettere come ottima consociazione melissa o basilico. Se riesco a fare uno schema magari è meglio, eh? Spero di aver tempo..
Questa è una piccola parte delle possibilità: approfondimenti e decisione finale sulla semina a domani…già…domani c’è la lezione successiva…come dicevo, sono ‘leggermente’ in ritardo con la pubblicazione di questo post…scusate ma il G.A.S., per la partenza, ha assorbito praticamente tutte le mie energie, soprattutto in termini di computer, quindi non vedo l’ora di infilare le mani nella terra!
‘notte…
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1 commenti:

Selvatici ha detto...

Il post è veramente bello: ben leggibile e con foto esplicative ...complimenti e buon cammino!!